martedì 19 maggio 2009

E' finalmente attivo un sito internet, dedicato a tutte le persone che sono cadute nel tunnel del coma e dello stato vegetativo.
Questo sito è dedicato a chi vuole approfondire questo tema e a chi vuole dare una mano alle famiglie di queste persone.
Il coma è una faccenda di tutti. nessuno escluso!
Fate crescere la speranza!!!

giovedì 7 maggio 2009

LE RICHIESTE DEI FAMILIRI DELLE PERSONE IN SVP

di massimo pandolfi
Oggetto: Le 10 richieste dei familiari dei pazienti in stato vegetativoLe 10 richieste dei familiari dei pazienti in stato vegetativoPubblicato da Massimo Pandolfi Mer, 22/04/2009 - 12:52 Non c'è solo Peppino Englaro. Le associazioni dei familiari di pazienti in coma e stato vegetativo (gente che tutti i giorni tocca con mano il dolore e la sofferenza) hanno nei giorni scorsi firmato un decalogo per i pazienti che vivono più o meno nelle stesse condizioni in cui viveva Eluana Englaro. Eccolo: 1) Nessuna discriminazione in base a età, salute fisica e/o mentale; 2) i malati che non possono decidere devono essere tutelati e protetti; 3) qualsiasi intervento medico o assistenziale deve essere un aiuto alla vita; 4) la tutela del paziente deve prevalere su ogni altro interesse; 5) l'alimentazione e la idratazione sono atti dovuti; 6) il paziente ha diritto alle migliori cure mediche e riabilitative; 7) la ricerca sugli stati vegetativi deve essere promossa e sostenuta; 8) la famiglia ha diritto a una informazione corretta e completa e deve avere libera scelta del posto di cura; 9) la famiglia ha il diritto di essere tutelata e assistita nel percorso di cura e disabilità; 10) le associazioni devono essere riconosciute a supporto e in rappresentanza delle famiglie durante tutto il percorso.--------------------

sabato 11 aprile 2009

Uniti per i Risvegli

è vicina a tutte le famiglie colpite dal terremoto in Abruzzo, in particolare con chi vive la disabilità. Si rende, inoltre, disponibile a dare una mano come può a coloro che hanno con se un ammalato in Stato Vegetativo. Spesso i nostri cari ammalati sono in casa, per cui non possiamo immaginare le loro attuali condizioni di disagio.Dobbiamo capire in che condizioni sono le famiglie con persone in Stato Vegetativo in Abruzzo e cosa poter fare. Chiunque abbia notizie ci contatti!!!

martedì 31 marzo 2009

venerdì 27 marzo 2009

LA STORIA DI EMANUELA LIA 2

GALATINA: LA STORIA DI EMANUELA LIA

martedì 24 marzo 2009

UNA BATTAGLIA VINTA...IN PUGLIA!

L'ASSOCIAZIONE UNITI PER I RISVEGLI GRAZIE ALL'AIUTO FORNITOCI DALLA TRASMISSIONE
IL GRAFFIO,
HA VINTO LA SUA PRIMA BATTAGLIA:
OTTENENDO L'ASSEGNO DI CURA PER GLI AMMALATI IN STATO VEGETATIVO PER TUTTA LA REGIONE PUGLIA! RINGRAZIAMO INFINITAMENTE I GRANDI GIORNALISTI
DR. ANTONIO PROCACCI E
DR.VINCENZO MAGISTA',
RINGRAZIAMO ANCOR DI PIù
L'ASSESSORE ALLA SANITA' PROF. FIORE
CHE SI è SUBITO PRODIGATO PER NOI OCCUPANDOSI DEI NOSTRI PAZIENTI!
...MA NON FINISCE QUI...I LAVORI CONTINUANO!!!
ABBIAMO CONSEGNATO I LAVORI DEL
TAVOLO TECNICO "COMA A SUD"
PER IL PERCORSO DEL COMATOSO...IL LAVORO CONTINUA SEMPRE PRONTI A DAR VOCE A CHI NON HA VOCE!!!

domenica 8 marzo 2009

A tutti i visitatori:
è nato il gruppo "Amici di Eluana, per servire la vita" Ecco il sito per poter accedere:
http://nuke.amicidieluana.it/

giovedì 5 marzo 2009





ILLUSIONE DI UN PADRE

Pensavo che, dopo anni di sacrifici economici e morali, fisici e psicologici, l’attenzione dei media e dei politici, dei medici e dei prelati cominciasse a guardare con maggiore attenzione alle necessità dei soggetti in SVP (stato vegetativo permanente) ma ancora una volta mi sono illuso che in questo mondo di altruisti, di pietisti, di cristiani, di moralisti, ci fosse un minimo di coerenza tra le carenze che si denunziano e quello che si promette di correggere.
Morta Eluana Englaro l’attenzione dei media, quella della Chiesa, quella dello Stato, quella delle Associazioni di intervento sociale hanno chiuso battenti e sono tornati ad occuparsi di altri problemi, di problemi che potessero creare scoop televisivi o giornalistici (gli stupri, i processi ai presunti omicidi, i matrimoni misti, gli immigrati clandestini, l’andamento della borsa).
Argomenti che possono soddisfare l’interesse solo di qualche perditempo curioso e bramoso di apparire sui teleschermi o di criticare il fatto del giorno.
Pensate che l’argomento più scottante del momento, l’economia, si possa risolvere in televisione? Sugli schermi o nel telegiornali che ogni mezz’ora ci dicono quanto perde la borsa? In Italia? Ma chi interessa la borsa? Al pensionato? All’artigiano? Al pubblico dipendente? Al commerciante? Che non hanno più la possibilità di mettere da parte risparmi da investire? Eppoi, oggi, essi li investirebbero in borsa o li affiderebbero alle banche, artefici del disastro economico a cui stiamo assistendo? Le problematiche delle borse posso riguardare gli americani, che a quel sistema hanno legato tutta la loro vita economica e la loro esistenza fino alle pensioni ma non gli italiani che nella borsa hanno raramente impegnato nel passato qualche loro risparmio assaporando da tempo la negatività della loro scelta.
Queste notizie creano solo panico nei cittadini, sono notizie da periodo bellico. Il cittadino che certamente non gioca in borsa, che non ha interessi economici particolari e che deve campare con i pochi euro che riesce a racimolare ogni giorno, di fronte alla situazione disastrosa che viene presentata non fa altro che irretirsi, preoccuparsi, guardare al futuro con grande pessimismo. Pensare di non mettere in circolazione i pochissimi risparmi che riesce ad ottenere da una vita sacrificata perché, in questo stato di allarme globale, potrebbe aver bisogno di denari per comprarsi il vitto quotidiano.
Così come panico creano gli stupri che sono stati sempre il dramma delle donne, gli omicidi che, da quando mondo è mondo, sono esistiti copiosi ed assurdi, gli immigrati che non si riesce a contenere con semplici leggi che noi italiani emigranti ben conosciamo per esserci state emanate dagli Stati che ci hanno ospitati fino a quando non siamo diventati la quinta potenza economica del mondo.
Quando ho portato la storia di una giovane ragazza in SVP da sedici anni ed il modo con cui viene assistita quotidianamente, mi hanno chiamato eroe ma non volevo questo riconoscimento, non volevo medaglie sul petto, volevo solo far capire a tutti che c’era necessità di intervenire sulle 3.000 famiglie con problemi difficili come la mia, famiglie che, all’occorrenza, avevano scelto di seguire la via irta di sacrifici nel mantenere una povera figlia colpita da un infausto destino e non sopprimerla con un semplice cucchiaio di acqua naturale somministrata in modo errato ed andata di traverso.
Al mio paese si dice “finita la festa, gabbato il Santo”! non è soltanto un modo di dire è una cruda realtà dell’italiano, di un popolo speciale, che si immedesima nei fatti della vita quotidiana, che molte volte li fa propri, discute, si arrabbia, litiga ma, il giorno dopo, si scorda di tutto e trascura quello che si era promesso di fare immediatamente.
Ora si discute animatamente sulla legge del testamento biologico, sulla legge di come morire mentre io, con altri, abbiamo posto sul tappeto i problemi di come vivere. Chi ci ha ascoltati ha condiviso ma chi ha promesso non ha mantenuto.
Si pensi che oggi dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, essendo mia figlia titolare di una pensione sociale con accompagnamento (€ 700,00 circa al mese), è pervenuta una lettera con cui si chiede il reddito annuale di una povera ragazza che sta a letto immobile da 16 anni. Avrei voluto gridare al Presidente nazionale dell’Ente di quale reddito parla! Poi, ho pensato che anche lui è costretto a seguire alcune norme e disposizioni e non l’ho chiamato!
E’ possibile che i soggetti come mia figlia non siano titolari di una legge di tre righe che li ponga in una stato particolare di invalidità dalla quale per la vita, anche se si dovessero impiegare cure eccezionali con cellule staminali ed altro, non potranno mai più tornare ad essere i soggetti di prima? È possibile?
E’ uno Stato serio quello che emargina questi soggetti e che li utilizza solo quando qualche Englaro, forse anche preoccupato di questi trattamenti e di queste dimenticanze, chiede la “dolce morte”?

Cesare Lia padre di Emanuela

martedì 3 marzo 2009



Nonostante tutto, rimangono ancora dispute sull'affidabilità
della diagnosi di stato vegetativo persistente, in particolare quando questa
diagnosi viene emessa da un numero limitato di fisiologi (oppure medici senza
esperienza nell'area del PVS). Uno studio su 40 pazienti nel
Regno Unito riteneva che il 43% di quelle diagnosi di stato di PVS
fossero errate ed un altro 33% di questi pazienti riuscì a riprendersi mentre lo
studio era in corso.
Il soggetto è in stato vegetativo:
quando gli occhi
sono aperti, abitualmente presenta una mobilità oculare e delle palpebre ma non segue con lo sguardo uno stimolo visivo;
non esegue ordini verbali, anche i più semplici;
non emette parole o
suoni;
mostra schemi riflessi di movimento in risposta a stimoli dolorosi;
compie movimenti spontanei stereotipati, non finalistici;
non compie
movimenti finalistici;
presenta alcuni riflessi arcaici
tra cui movimenti di masticazione, deglutizione, smorfie del viso, sbadiglio, grasp della mano;
può riacquisire il respiro autonomo e
la deglutizione.
Alcuni malati, dopo un periodo di coma e/o
di stato vegetativo, recuperano una condizione di minima interazione con
l’ambiente e vengono talvolta considerati nella categoria allargata dei soggetti
vegetativi; si tratta invece di soggetti in stato di responsività minima o stato minimamente cosciente (minimally responsive o minimally
conscious patients).
Studi pubblicati, ai quali ho aprtecipato, parlano di
presenza di buoni ERP negli stati vegetativi! Allora, si puè ancora parlare di
incoscienza?!?

venerdì 27 febbraio 2009

La nostra battaglia NELLE SCUOLE per la sicurezza stradale al fianco di VIVI LA STRADA
Post n°46 pubblicato il 26 Febbraio 2009 da upr_coma

mercoledì 25 febbraio 2009

LA DENUNCIA DI OGGI E LA LOTTA DEL FUTURO

IN ITALIA NON ESISTE UN REGISTRO DELLE PERSONE IN STATO VEGETATIVO...COM'E' POSSIBILE?!? NEL 2009???
NON SI CONOSCONO QUANTI SONO I CASI
NON SI SA QUANDO E COME ESCONO DALLE RIANIMAZIONI QUESTE PERSONE
NON SI SA DOVE VANNO
NON SI SA SE HANNO ASSISTENZA
NON SI SA COME STANNO LE FAMIGLIE CON A CARICO UN PAZIENTE DEL GENERE
LE ASL NON FANNO UN CENSIMENTO
I DISTRETTI NON FANNO UN CENSIMENTO
IL MINISTERO NON FA UN CENSIMENTO
E TUTTO RIMANE NEL DIMENTICATOIO...
CHIUNQUE CONOSCA PERSONE IN STATO VEGETATIVO ME LO FACCIA SAPERE!
EUTANASIA PASSIVA
Ai membri di Uniti per i Risvegli


Teti Maria Teresa Angelillo
24 febbraio alle ore 22.30
Mentre in tutta Italia si fa tanto rumore sul testamento biologico, noi UNITI PER I RISVEGLI Puglia abbiamo riunito il TAVOLO TECNICO_COMA A SUD per sollecitare i lavori sul percorso assistenziale dopo la rianimazione. In Italia mancano normative in merito ai pazienti post coma ed ora si sta perdendo tempo e risorse preziose per parlare di un testamento BIOLOGICO ignorando ipocritamente i 930 casi a domicilio! C'è gente senza assistenza che sta soffrendo e cosa pensiamo? Al testamento biologico! Mi spiace, ma questa non è LA PRIORITA'!Se non si aiutano immediatamente i nostri parenti partirà la denucia pubblica di EUTANASIA PASSIVA.ORA BASTA!SIAMO STANCHI e soli! Come si fa a vivere in uno Stato che si preoccupa di cose che oggi non ci sono contro le difficoltà che le nostre famiglie che hanno scelto di stare con la vita stanno vivendo! Troviamo la cosa scandalosa e se non cambia ci organizzeremo con tutte le altre associazioni italiane e scenderemo in piazza!LE FAMIGLIE DI UNITI PER I RISVEGLI

sabato 21 febbraio 2009

UN SITO PER INFORMARE SUL COMA


A TUTTI I VISITATORI DEL MIO BLOG

Sta per nascere un sito internet per informare sul coma e sui suoi mille aspetti. Per tutte quelle persone che non hanno voce e per gridare a tutti che un ritorno dallo stato vegetativo è......POSSIBILE!

martedì 10 febbraio 2009

OGGI QUESTO BLOG E' IN LUTTO. L'ASSOCIAZIONE DI FAMIGLIE
UNITI PER I RISVEGLI
ESPRIME TUTTO IL SUO DOLORE
Il nostro dolore è grande e solo chi vive ciò che viviamo può comprenderlo.
In questi giorni si sono scontrate tante culture, la cattolica contro l'atea(portata avanti come fosse una fede); la politica di sinistra contro la destra; chi è per la vita ad ogni costo e chi no e teme la disabilitità, la diversità; chi si rifugia dietro paraventi chiamati accanimento terapeutico parlando del solo cibo, che accanimento terapeutico non è; chi non vuole accettare le diversità del mondo, l'esistenza della sofferenza e si nasconde dietro un atteggiamento infantile che vuole uccidere ciò che è spiacevole, e chi sa riconoscere la presenza di vita anche in un fiore.
La verità è che in questi giorni in Italia ciò che ha vinto è stata la disinformazione. l'unico confronto al quale abbiamo assistito è stato tra persone informate e persone disinformate, che si sono inventate definizioni lette chissà quanti secoli prima sui libri delle università!Abbiamo ucciso qualcuno perchè i più che parlavano, ed erano stati chiamati come esperti,uno Stato Vegetativo non lo avevano neanche mai visto e neanche avevano letto articoli scientifici a proposito. Mi sono stati posti vicino politici e non medici esperti, e questo mi spiace. C'è un tempo per la politica, ma c'è un tempo per la cura, e curare è anche passare attraverso i media un messaggio di speranza a chi non ha deciso di sottoporre ai giudici la vita dei propri figli. Su 3000 casi in Italia questo è stato l'unico padre a chiedere l'eutanasia per sua figlia.
Solo che noi italiani superstiziosi e politicanti abbiamo seguito le scie che erroneamente, e per fare audience, i media proponevano. Questo a discapito di chi è a casa, di chi sta vivendo il dolore di un figlio in stato vegetativo e di chi in questi giorni è stato ripetutamente pugnalato da frasi e opinioni contro la vita espresse senza rispetto.
Nessuno ha voluto raccontare che dallo stato vegetativo si esce, nonostante le mille testimonianze proposte...
Perchè? Perchè?

Stasera siamo con i nostri ammalati in replica al Graffio, 20.30 su Telenorba 8.
Telebari ore 8.00

domenica 8 febbraio 2009

GRUPPI SU FACEBOOK...ISCRIVETEVI!

LE ALTRE ELUANE:http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/group.php?gid=49680613028
EMANUELA COME ELUANA:
http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/group.php?gid=49207017612
ASSOCIAZIONE UNITI PER I RISVEGLI:
http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/group.php?gid=35355351914

FIRMATE L'APPELLO PER SALVARE ELUANA

Cari tutti,

in queste ore è stato proposto un appello al Presidente Napolitano per salvare la vita di Eluana.
Per chi ancora non lo avesse fatto... la modalità per aderirvi online tramite il sito internet:

http://www.appelloanapolitano.enter.it/
LASCIATE PARLARE LE FAMIGLIE CON CASI IN STATO VEGETATIVO

A TUTTE LE REDAZIONI NAZIONALI








Spett.le Redazione.,

forse vi ricorderete della storia di mia sorella Emanuela e di mio padre Cesare, intervenuto nella trasmissione “Porta a Porta” lo scorso 13 novembre 2008 in occasione della sentenza Englaro.
Mio padre non è riuscito a raccontare in trasmissione tutto ciò che avrebbe voluto, perché gli è stato concesso un intervento di soli due minuti. Come si fa a raccontare una storia del genere in così poco tempo?
L’intervento di mio padre nella trasmissione (organizzata all’ultimo minuto!) è stato frainteso perché si è creduto che lo stato di mia sorella fosse diverso da quello di Eluana. Ma, Spett.le Redazione . , la situazione di Emanuela è esattamente analoga a quella di Eluana.
Mia sorella oggi ha 37 anni e vive da 16 in quella che i medici chiamano ancora (e senza approfondire!) sindrome “apallica” o stato vegetativo.
Questi ammalati, al momento delle loro dimissioni dalla sala Rianimazione non vengono segnalati su nessun registro delle ASL o del Ministero (questo succede solo al sud Italia?) e quindi non si conosce il numero esatto di persone che vivono in questo stato,lasciando le famiglie a se stesse!
Emanuela si trova in queste condizioni da quando il 1 gennaio 1993 (aveva 21 anni!) subì un gravissimo incidente stradale, a seguito di un colpo di sonno del giovane che la trasportava e che li portò a sbattere prima su un palo del semaforo, svellendolo dal terreno, e poi su un palo dell’illuminazione pubblica….l’auto dopo aver compiuto un giro su se stessa terminò la sua corsa nella campagna di Montesano Salentino a qualche chilometro da casa.
Attualmente Emanuela vive a Tricase (LE), in famiglia, dopo i tre mesi di ricovero nel reparto di Rianimazione e dopo il mese passato ad Innsbruck, nella clinica del dott. Saltuari. Dal 10 maggio 1993 (giorno della domiciliazione a casa) vive con noi, che le stiamo accanto 24 ore al giorno. Non sto qui a raccontarvi la situazione ingestibile che ci siamo trovati davanti! Da una parte l’assenza di qualsiasi forma di assistenza domiciliare, dall’altra la mancanza di strutture dedicate a persone che fino al caso Terry Schiavo erano pressoché sconosciute o nascoste per una studipa vergogna delle famiglie.
Anche io, come Beppino Englaro, ho pensato che questo tipo di vita fosse assurdo e ho pensato anch’io tante volte che avrei preferito che mia sorella morisse. Ma come si dice? Si chiude una porta e si apre un portone! Stando accanto a Emanuela in questi 16 lunghi anni, ho capito che dovevo parlare e trattare mia sorella come se stesse bene, ricordandole la sua innata voglia di vivere, la sua vivacità e il suo essere ribelle.
Ma c’è di più. In tutti questi anni, assieme ad altre persone, l’abbiamo stimolata continuamente, invogliandola a reagire, a ridere e a partecipare alla nostra vita familiare cercando di farle vivere sempre un certo clima di “normalità”.
Ancora oggi non viene assistita da nessuna istituzione pubblica e noi dal letto (dove riposa nelle ore notturne e pomeridiane) la prendiamo di peso per metterla su una speciale poltrona –letto che le permette di uscire di casa abbastanza agevolmente. Pensate che siamo stati da Papa Benedetto XVI quando è venuto in visita apostolica a S. Maria di Leuca (il Papa si è anche avvicinato a salutarla e lei gli ha sorriso emozionata) e ad un concerto di Renato Zero (ha partecipato senza dimostrare intolleranza) e in quelle occasioni lei era felice.
Emanuela comprende tutto. Non parla,non deambula ma c’è. Prima che arrivasse a casa, aveva la PEG, non masticava, non beveva, non si muoveva, aveva lo sguardo fisso nel vuoto. Se solo avesse avuto un’ assistenza tecnicamente adeguata e tempestiva da subito avrebbe recuperato molto ( forse potrebbe ancora vista la plasticità del cervello!). Noi abbiamo fatto tutto di testa nostra (ma non siamo degli eroi!) e col pericolo di ucciderla per eccessiva incoscienza. C’è andata bene! Ma c’è ancora tanto da fare!
Ora, le recenti scoperte dell’Istituto di Torino le “Molinette” aiuteranno ancora queste persone, in maniera sempre più finalizzata e precisa. Ma dopo aver visto risorgere mia sorella da uno stato, che per i medici era irreversibile, ho capito che nella vita non si può dire “questo non succederà mai”…la reversibilità del coma diagnosticato a mia sorella è la prova tangibile. \Tricase lì 5-2-2008 -Lia Marialuisa-

sabato 24 gennaio 2009

LA STORIA DI MOIRA

GRETA SI E' RISVEGLIATA DALLO STATO VEGETATIVO DOPO UN INTERVENTO ALLE MOLINETTE

Il malato in stato vegetativo non é un malato terminale.

TRASMISSIONI SU ELUANA

venerdì 23 gennaio 2009

Essere e Benessere : 2007-11-15Coma, stato vegetativo e morte cerebrale

TRASMISSIONI RADIO SUL COMA:

Essere e Benessere : 2007-11-15Coma, stato vegetativo e morte cerebrale
SITO:
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=coma-vegetativo-morte-cerebrale-bioetica-ricerca-15-11-2007.xml